L’Azienda, attraverso le campagne di screening, assicura con equità ad ogni utente un percorso di diagnosi e terapia, gratuito ed accessibile; le prestazioni specialistiche dei programmi di screening, basate su evidenze scientifiche, sono, infatti, ricomprese nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e pertanto la prestazione non si paga .
La popolazione a rischio, appartenente ad una specifica classe d’età, è invitata dalla ASL ad eseguire un test di screening per la diagnosi precoce di una lesione tumorale o suscettibile alla trasformazione maligna. A questa indagine di primo livello seguono esami di approfondimento della diagnosi (invasivi e non) per effettuare eventuali trattamenti delle lesioni.
Il Centro Screening Oncologici
E’ formato da operatori sanitari che si occupano di comunicare con l’utenza e con le Strutture ospedaliere; con altri operatori sanitari e le associazioni territoriali. Collaborano con il Centro Screening i Medici di Assistenza Primaria, che assicurano la sorveglianza di tutta la popolazione che non rientra nei programmi di screening perché non appartenente alla classe d’età, che ne definisce il \"rischio\"; inoltre dal 2005 i Farmacisti hanno assunto un ruolo importante in campo di prevenzione secondaria dei tumori del colon-retto, dando informazioni all’utenza, distribuendo il kit \"gratuito\" per il test di screening, raccogliendo i campioni biologici presso le loro sedi, per poi conferirli, quotidianamente, al Laboratorio di Sanità Pubblica dell’ASL.
Screening del carcinoma mammario
Lo screening è il test di I° livello - effettuato sulla popolazione femminile residente di età compresa tra i 50-69 anni - che offre nei soggettia rischio generico un percorso di diagnosi gratuito per tutelare la propria salute e prevenire alcune malattie; fare regolarmente la mammografia,ad intervallo biennale, permette l’individuazione del tumore della mammella quando ancora non è palpabile (diametro inferiore a 1-1,5 cm) rendendo quasi certa la guarigione. Sempre più frequentemente i medici di fiducia raccomandano questo esame alle loro pazienti.
Sopra i 50 anni il test deve essere fatto ogni 2 anni. Tra 40 e 49 anni, come detto, la consistenza del seno introduce fattori di incertezza nella lettura per cui l’esame è consigliato soprattutto in presenza di fattori di aumentato rischio. In questa fascia d’età, tuttavia, se ne esiste l’indicazione è consigliata una periodicità annuale (invece che ogni 2 anni) a causa della maggiore rapidità di crescita di un eventuale tumore. Fare una mammografia significa fare una radiografia per ogni mammella. L’esame dura 10 minuti e le immagini sono lette da due radiologi.
La mammografia bilaterale eseguita in doppia proiezione (cranio caudale e mediolaterale obliqua) è, a tutt’ oggi, la metodica da prediligere; è un esame semplice nella tecnologia e nell’utilizzo delle apparecchiature, con elevata sensibilità diagnostica (85-90% per mammelle adipose; inferiore al 70 % in mammelle dense), ed elevata specificità (di poco inferiore al 90- 95%). Ha un rapporto positivo costo/efficacia. In caso di esito positivo alla donna sarà assicurata, presso una delle strutture ospedaliere della provincia e senza pagamento di ticket, una serie di accertamenti clinici e di diagnostica radiologica e chirurgica di approfondimento, avviando le eventuali cure che si rendessero necessarie.
La mammografia consente di mettere in evidenza anche tumori molto piccoli, che non potrebbero essere individuati con la palpazione. Attualmente la mammografia è l’esame più efficace per l’individuazione precoce del tumore. Tuttavia alcune anomalie del seno non vengono evidenziate dalla mammografia. Le anomalie più difficili da individuare sono quelle che si verificano nelle donne più giovani, poiché il loro seno è costituito da tessuti particolarmente densi e ricchi di ghiandole. L’efficacia della mammografia però aumenta con l’età, perché con il passare degli anni il seno diventa meno denso e quindi è più nitido ai raggi X.
Screening del carcinoma colon-rettale
Si tratta di effettuare, nei soggetti a rischio generico, la ricerca del sangue occulto nelle feci (RSO), offrendo un percorso di diagnosi gratuito per tutelare la propria salute e prevenire alcune malattie.
Effettuato ad intervallo biennale da uomini e donne residenti di età compresa tra i 50 ed i 69 anni. Il test di screening per la RSO, in uso presso la ASL della Provincia di Bergamo, è di tipo immunologico, specifico per l’emoglobina umana. Non richiede da parte dell’utente alcuna sospensione di trattamenti farmacologici in corso né restrizioni dietetiche ed utilizza un solo campione di feci.
Il tumore del colon retto nella maggior parte dei casi, origina da formazioni benigne chiamate polipi, che si sviluppano nell\'intestino. La trasformazione di un polipo in cancro è un processo che riguarda circa 2,5 adenomi su 1.000 ed è di regola molto lento: richiede, infatti, dai 5 ai 15 anni. C\'è quindi tutto il tempo per individuare il polipo e rimuoverlo prima che si trasformi in tumore. Anche l\'individuazione precoce di un tumore è importantissima. Scoprire un tumore per tempo consente infatti una cura più efficace.
I tumori del colon retto sono dovuti alla crescita anomala delle cellule della mucosa che riveste internamente questo organo. Nel 90% dei casi il cancro è preceduto da una lesione benigna detta polipo o adenoma. La trasformazione del polipo in tumore maligno avviene attraverso una serie di passaggi intermedi ed è un processo di regola molto lento che richiede infatti dai 5 ai 15 anni.
Uno dei segni più precoci di un tumore o di un polipo intestinale è un sanguinamento, non visibile a occhio nudo nelle feci, che può precedere anche di anni la comparsa di altri sintomi. Esiste un test molto sensibile che è in grado di rintracciare il sangue nelle feci anche se presente in quantità molto piccole: il test per la ricerca del sangue occulto fecale. La ricerca del sangue occulto in persone che non hanno altri fattori di rischio per cancro del colon retto, se non l\'età, è una delle strategie efficaci di prevenzione. Le persone a \"rischio elevato\" sono rappresentate da pazienti con specifiche condizioni ereditarie, con familiarità/storia personale per cancro al colonretto o polipo adenomatoso, con malattie infiammatorie croniche intestinali. In questi casi è necessario attivare una sorveglianza specifica, che varia in relazione alla condizione specifica, da concordare con il medico di famiglia.
La ricerca del sangue occulto nelle feci, come ogni altro esame, non garantisce una protezione assoluta e definitiva. Non tutti i tumori in fase iniziale si manifestano con perdite di sangue e in alcuni casi il sanguinamento è troppo limitato per essere rilevato come positivo con il test di screening. I tumori colorettali quindi, in alcuni casi, possono manifestarsi successivamente ad un esame negativo. Per questo è fondamentale, in assenza di sintomi sospetti , ripetere il test per la ricerca del sangue occulto ogni due anni. Va inoltre sempre informato il medico di famiglia se, nel frattempo, compaiono sanguinamento rettale o sintomi intestinali insoliti.
Per informazioni, suggerimenti o consigli visita l\'area FAQ o contatta gli operatori del centro screening al n. verde del Centro Screening dell’ASL
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